Incendi boschivi

Negli ultimi anni, il rischio incendi boschivi si è gravemente innalzato determinando una situazione di forte preoccupazione in ordine a tutti gli effetti negativi ad essi connessi.

L’aumento della frequenza e dell’intensità degli incendi boschivi a cui si sta assistendo è dovuto a diversi fattori, dai cambiamenti climatici che determinano episodi prolungati e spesso consecutivi di ondate calde, al deficit idrico e alle temperature record. Tra i fattori che ne hanno determinato tale situazione c’è inoltre da considerare l’abbandono delle attività agro-silvo-pastorali, unite spesso ad una insufficiente gestione del patrimonio naturale ed all’aumento degli insediamenti in zone boscate o in loro prossimità.

Ciò comporta il verificarsi di incendi di particolare intensità il cui comportamento molto spesso supera le capacità di spegnimento anche dei sistemi attualmente in uso.

Pertanto, nella gestione del rischio incendi boschivi, è di fondamentale importanza non solo l’ottimizzazione delle risorse dedicate alla lotta attiva agli incendi ma anche mettere in atto azioni tese alla preparazione di personale dedicato, cittadini e territorio ad affrontare il problema in termini di prevenzione diretta e indiretta.

prevenzione incendi boschivi
preparazione agli incendi boschivi

Effettivamente, l’amministrazione del pericolo legato agli incendi forestali necessita un metodo integrato e olistico, incorporando vari elementi cruciali, quali:

  • La formulazione di obiettivi mirati alla creazione di un ambiente naturale robusto e impermeabile alle fiamme;
  • Una programmazione sinergica e ben coordinata delle iniziative antincendio e di intervento d’emergenza, le quali devono essere al passo con la tutela, gestione e organizzazione del territorio;
  • La stimolazione di settori economici, sia direttamente che indirettamente correlati alla prevenzione degli incendi nelle zone ad alto rischio, includendo, tra gli altri, la pastorizia e l’agricoltura;
  • L’istituzione di una comunità informata e consapevole, ottenuta mediante campagne di sensibilizzazione e partecipazione attiva da parte dei residenti e utenti, che sia diligente nell’assumere misure preventive e di attenuazione del rischio incendi.

Comprendere la dinamica degli incendi

Le aree di transizione tra spazi urbanizzati (residenze e edifici vari) e territori caratterizzati da vegetazione o boschi sono identificate come Interfaccia Urbano-Rurale. Gli incendi che colpiscono queste zone di confine non solo mettono a rischio individui e strutture, ma, a causa della vicinanza umana, amplificano anche la probabilità di generazione e propagazione del fuoco sia verso altri edifici che verso le aree naturali adiacenti.

Le zone di interfaccia urbano-rurale risultando particolarmente esposte e vulnerabili al rischio incendi. Gli incendi di interfaccia urbano-rurale possono originarsi tanto nei pressi di insediamenti umani – per esempio a causa della combustione di detriti vegetali o accensione di fuochi in occasioni ricreative nei parchi urbani o suburbani – quanto estendersi da incendi boschivi preesistenti.

Si possono identificare tre diverse modalità di adiacenza e interazione tra zone caratterizzate da una predominanza di vegetazione e aree urbanizzate:

INTERFACCIA CLASSICA

Frammistione fra strutture ravvicinate tra loro e la vegetazione (come ad esempio avviene nelle periferie dei centri urbani o dei villaggi).

interfaccia mista interfaccia urbano rurale

INTERFACCIA MISTA

Presenza di molte strutture isolate e sparse nell’ambito di territorio ricoperto da vegetazione combustibile.

interfaccia occlusa interfaccia urbano rurale

INTERFACCIA OCCLUSA

Zone con vegetazione combustibile limitate e circondate da strutture prevalentemente urbane (come ad esempio parchi o aree verdi o giardini nei centri urbani).

Il grado di rischio che caratterizza l’Interfaccia Urbano-Rurale è definito in base a:

  • Vulnerabilità delle strutture o abitazioni;
  • Pericolosità, tipologia e potenziale distruttivo dell’evento atteso;
  • Zone di appoggio alla lotta attiva aib e strategie difensive applicabili.

L’emergenza degli incendi boschivi che colpisce le zone di interfaccia è di tipo complesso: la priorità è data alla tutela delle persone e dei loro possedimenti, così come alla preservazione di edifici e infrastrutture, piuttosto che alla protezione di aree verdi e beni ambientali. Questo implica che le tattiche di difesa e le misure attuate dal sistema di antincendio boschivo necessitano di essere coordinate con le manovre di assistenza effettuate nelle aree urbane.

Il fuoco si innesca partire da una fonte di calore, su un materiale combustibile ed in presenza di ossigeno.

L’evoluzione dell’incendio boschivo è determinata da questi fattori:

  • Conformazione del terreno
  • Meteorologia
  • Combustibile (tipo, distribuzione spaziale, continuitá vericale e orizzontale)

Questi fattori contribuiscono a determinare il comportamento e l’evoluzione dell’incendio (velocità e intensità). Senza un sistema di rilevamento precoce degli incendi boschivi, il combustibile vegetale è l’unico fattore su cui è possibile intervenire in termini preventivi: riducendo il sottobosco e innalzando il livello delle chiome si limita il carico di combustibile e l’intensità di un possibile incendio di chioma.

Interventi preventivi

continuità orizzontale

discontinuita sottobosco con pericolo attenuato di incendio

discontinuità orizzontale

continuità verticale

discontinuità verticale

Di norma, un incendio tende a muoversi più rapidamente quando:

  • Procede parallelamente alla direzione del vento;
  • Avanza in salita lungo un pendio;
  • Incontra sulla sua via materiale vegetale secco o disidratato, organizzato in maniera spazialmente continua (ad esempio, chiome che si toccano, schermi vegetali ininterrotti, “vegetazione a scala” che si estende in modo continuo dagli strati bassi a quelli alti, ecc.).

Nell salvaguardia delle aree interfaccia, l’inquietudine dominante riguarda la possibilità che incendi di chiome impetuosi e intensi raggiungano le zone residenziali. Di conseguenza, è indispensabile implementare misure preventive nelle zone con vegetazione limitrofe, mirando a diminuire l’intensità del fuoco in avvicinamento. È altresì cruciale una programmazione accurata che predisponga le aree urbanizzate: ciò implica garantire accessibilità per i veicoli antincendio, instaurare meccanismi di difesa passiva, oltre a coinvolgere e istruire i residenti circa i livelli di rischio e i piani di emergenza esistenti.

Tuttavia, per potenziare l’efficacia di tali iniziative e piani, sono essenziali determinate precauzioni autonome adottate dai proprietari terrieri, quali:

  • Sfoltimento della flora nelle immediate vicinanze;
  • Garantire accessibilità e facilità di manovra per i mezzi di soccorso; 
  • Adozione di materiali da costruzione resistenti al fuoco ed eliminazione di quelli facilmente infiammabili; 
  • Implementazione di una rete idrica efficace, con punti di rifornimento d’acqua, oltre a strutture per la difesa passiva e attiva (come fasce parafuoco, aree con basso accumulo di vegetazione, sistemi antincendio, e così via); 
  • Familiarità con i piani di emergenza e consapevolezza delle azioni da intraprendere in situazioni di isolamento o evacuazione.

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