Incendi boschivi

Prevenire gli incendi conviene, perché è un dato certo che spegnere un incendio costa fino a otto volte di più che prevenirlo.

Nel corso del 2022, vasti tratti del nostro territorio – ben 68.500 ettari – sono stati compromessi da incendi di dimensioni variabili, ma tutti superiori all’ettaro, estensione che si avvicina a quella del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Nonostante il territorio andato a fuoco sia inferiore del 40% rispetto a quanto perso nell’anno precedente, l’ampiezza delle aree incendiate si attesta ancora sopra la media annuale registrata in Italia nel decennio 2012-2021, che ammonta a 55.000 ettari.

Il costante assedio degli incendi sta erodendo drasticamente il nostro inestimabile patrimonio boschivo, in un ciclo vizioso alimentato sia dall’opera distruttiva dei piromani sia dal cambiamento climatico.

L’innalzamento delle temperature e le modificazioni delle precipitazioni atmosferiche intensificano gli effetti della siccità sul nostro verde, rendendolo sempre più vulnerabile e incapace di reagire efficacemente agli incessanti attacchi esterni. La lotta preventiva si conferma l’unico strumento efficace che abbiamo per salvaguardare le nostre foreste, essenziali serbatoi di carbonio e baluardi cruciali nella battaglia contro gli impatti del cambiamento climatico.

Una consapevolezza che gli enti pubblici stanno imparando a maturare: la corretta gestione dei boschi, infatti, è fondamentale per proteggere il patrimonio verde italiano da incendi devastanti. Sta maturando la consapevolezza che il metodo più affidabile ed economicamente vantaggioso per salvaguardare i nostri vitali spazi verdi dalla devastazione incendiaria implica un intervento proattivo e costante nella cura dei boschi, per cui si parla di “gestione attiva dei boschi”.

Cosa si intende per “gestione attiva” dei boschi

Cosa si intende per gestione attiva? Significa valorizzare i boschi, gestirli, senza abbandonarli. Per anni, l’unico destino della legna tagliata è stato alimentare i fuochi. Tuttavia, una quota significativa di legno, compresa tra il 20 e il 30%, potrebbe essere destinata a usi diversi, quali ad esempio nell’edilizia. La mancata sfruttamento di questo segmento di mercato ha portato al declino delle segherie in Italia, con la produzione relativa spostata all’estero. Così facendo, importiamo non solo prodotti semilavorati, ma anche legna destinata alla combustione. In sintesi, non stiamo valorizzando adeguatamente le nostre risorse forestali, una tendenza che è necessario rovesciare.

Gestire attivamente un bosco significa anche sviluppare una consapevolezza sul fatto che ogni tronco tagliato è parte di un piano attentamente studiato per la gestione sostenibile delle risorse forestali; non si tratta di semplici abbattimenti casuali. Il taglio programmato e studiato, dunque, non equivale automaticamente a deforestazione indiscriminata. Al contrario, un’attenta cura e manutenzione dei boschi sono misure preventive contro gli incendi e, parallelamente, servono a sostenere quello che potrebbe essere un vivace settore commerciale.

Delle azioni specifiche sono da più parti raccomandate alle amministrazioni e ai gestori privati delle risorse forestali al fine di prevenire gli incendi. Perché per evitare di attivarsi solo in stato d’emergenza, spesso è sufficiente che i soggetti locali si attivino con azioni preventive molto semplici ma allo stesso tempo capaci di ridurre drasticamente il rischio di incendio nei boschi, nelle foreste e nelle aree verdi urbane. Tra le azioni possibili, queste sei sono fondamentali:

  1. La gestione attiva delle aree boschive a rischio incendio è vitale: la negligenza nella cura delle colture è un punto dolente per la silvicoltura italiana. Un taglio consapevole e ponderato degli alberi non è un aspetto negativo; al contrario, se eseguito correttamente, favorisce un equilibrio dinamico nella foresta, promuovendo la crescita di alberi più giovani e robusti a discapito di quelli malati o morenti (i più suscettibili agli incendi).
  2. Essenziale è l’istituzione di riserve d’acqua e una rete viaria efficace nel cuore dei boschi per garantire interventi tempestivi in caso di incendio. Fondamentali sono anche altre infrastrutture, come aree di atterraggio per elicotteri.
  3. Supportare, formare e mantenere in efficienza squadre specializzate nel contrasto agli incendi boschivi e gruppi di volontariato antincendio rappresenta una prassi virtuosa da propagare su scala nazionale.
  4. Mantenere pulito il sottobosco è cruciale nella prevenzione degli incendi: un’area boschiva ben curata è intrinsecamente più resistente alla propagazione del fuoco. Analogamente, è imperativo gestire prati e zone verdi in ambito urbano, con un regolare taglio dell’erba alta. In alcune regioni, la presenza di discariche illegali e rifiuti abbandonati, anche nei boschi, rappresenta un pericolo per la salute pubblica in caso di incendio e, a volte, può essere la causa scatenante di incendi che si estendono a aree naturali e forestali: un motivo in più per insistere su un corretto smaltimento dei rifiuti.
  5. È fondamentale avviare iniziative di sensibilizzazione per coinvolgere i cittadini, rendendoli consapevoli del valore insostituibile dei boschi, che non sono solo un polmone verde che produce ossigeno e assorbe CO2, ma anche un baluardo essenziale per la tutela dell’assetto idrogeologico del territorio. Informare la cittadinanza sulle regole di sicurezza da osservare quando si frequenta un’area boschiva è vitale per prevenire incendi accidentali.

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