Quando si parla di incendi boschivi in Europa, l’Italia, insieme alla Grecia, detiene un triste primato. Questa situazione è dovuta principalmente all’approccio emergenziale con cui si affronta il problema. Per invertire questa tendenza, è fondamentale uscire da questa logica e adottare una strategia più ampia e strutturata.
L’approccio emergenziale non basta più
Gli incendi boschivi sono un fenomeno complesso che richiede un approccio a 360°. Attualmente, la maggior parte delle risorse è destinata alla lotta attiva e allo spegnimento, mentre prevenzione, pianificazione e gestione del territorio ricevono un’attenzione limitata. Questa strategia ha mostrato i suoi limiti: nonostante l’aumento dei servizi di emergenza e dei mezzi di intervento, il numero di incendi continua a crescere, causando danni sempre più ingenti alle aree colpite, con gravi ripercussioni socioeconomiche.
Negli ultimi anni, a livello legislativo, si è cercato di fare passi avanti, passando da un approccio puramente emergenziale a un modello più coordinato, che coinvolge diversi enti e istituzioni. Un esempio è la legge n.155/2021, che ha introdotto misure per rafforzare le attività di previsione e prevenzione degli incendi boschivi, soprattutto nelle aree più a rischio. Tuttavia, sebbene la legge prevedesse anche interventi di prevenzione, come la selvicoltura e la riduzione della biomassa infiammabile, la maggior parte delle risorse è stata destinata alla costruzione di infrastrutture e all’acquisto di mezzi per accelerare gli interventi di spegnimento.
Questi interventi, pur nascendo dall’intento di combattere e prevenire gli incendi, restano legati a una politica emergenziale, mentre un sistema basato su prevenzione e monitoraggio risulterebbe non solo più efficace, ma anche meno dispendioso. Basti pensare che un solo intervento di un Canadair costa circa 6.000 euro.
La prevenzione degli incendi boschivi comprende diverse strategie integrate tra loro. Tra le più importanti vi sono la cura del territorio, la selvicoltura preventiva e la riduzione del degrado ambientale, responsabilità che dovrebbe coinvolgere l’intera popolazione. A queste si aggiungono la sensibilizzazione e la formazione di cittadini di tutte le età.
Un altro aspetto cruciale della prevenzione è la conoscenza dello stato di salute delle foreste, attraverso il monitoraggio di parametri come temperatura, umidità dell’aria e del suolo. Per essere realmente efficace, la prevenzione deve impedire che anche una piccola scintilla si trasformi in un incendio incontrollato.
Oggi la tecnologia offre strumenti avanzati per affrontare questa sfida. Esistono sistemi altamente sensibili, non invasivi e accessibili economicamente, basati su tecnologie IoT e intelligenza artificiale, che consentono di intervenire precocemente, prima che l’incendio si propaghi.
Prevenzione smart: come Borevit protegge i boschi
Borevit si muove in questa direzione, adottando soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Grazie a sensori avanzati, i suoi sistemi rilevano nell’aria la presenza di idrogeno, anidride carbonica e altri gas emessi nelle prime fasi di un incendio, offrendo ai vigili del fuoco un prezioso margine di tempo per intervenire e spegnere le fiamme prima che si diffondano.
Oltre alla rilevazione degli incendi, la tecnologia Borevit rappresenta un valido strumento per la salvaguardia delle persone e degli ecosistemi. I sensori sono infatti in grado di monitorare lo stato di salute degli alberi, rilevando parametri come umidità, temperatura, crescita e concentrazione di gas come CO e CO2.
Finora, la sorveglianza delle aree boschive si è basata su telecamere ottiche o satelliti, che però individuano gli incendi solo quando le fiamme raggiungono la cima degli alberi. Inoltre, in presenza di ostacoli, il rilevamento può richiedere ore o addirittura giorni, ritardando l’allarme.
Un ulteriore limite delle soluzioni tradizionali è la necessità di un collegamento alla rete elettrica, che ne impedisce l’uso in zone prive di copertura. I sensori di Borevit superano questo problema grazie alle reti LoRaWAN, che consentono loro di operare senza manutenzione per oltre 15 anni, anche in aree remote.
L’installazione è semplice e veloce: i sensori vengono fissati agli alberi con un chiodo di legno, rispettando l’ambiente circostante. Grazie a queste tecnologie, è possibile intervenire tempestivamente, senza impattare l’ecosistema e riducendo significativamente i costi.
Per rendere la lotta agli incendi realmente efficace, è necessario un cambio di paradigma: serve una politica di prevenzione più ambiziosa, focalizzata sul monitoraggio dei territori e su una gestione forestale attenta e personalizzata. Particolare attenzione va riservata alle aree più a rischio, come le zone montane, dove l’intervento in caso di emergenza è particolarmente complesso.
Solo un approccio integrato, basato sulla prevenzione e sul monitoraggio costante, può ridurre il numero di incendi e i danni ambientali ed economici che ne derivano. La tecnologia gioca un ruolo chiave in questa sfida, offrendo soluzioni innovative per proteggere il nostro patrimonio naturale e garantire la sicurezza delle comunità.

