Foreste e Boschi

Nel 2025 la certificazione forestale PEFC in Italia registra una crescita significativa: le superfici certificate superano 1,1 milioni di ettari, con un incremento del 6% rispetto al 2024. Il dato, pubblicato ufficialmente da PEFC Italia all’inizio del 2026 (fonte: pefc.it), segna un consolidamento strutturale del sistema su scala nazionale.

Tra le novità più rilevanti dell’anno figura l’ingresso di tre nuove regioni nel sistema: Campania, Puglia e Molise. Un segnale che amplia la diffusione territoriale della gestione forestale certificata anche nel Mezzogiorno.

Ma cosa significa, concretamente, questa crescita?

Cos’è la certificazione PEFC e perché è rilevante

Il sistema PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification) è uno schema internazionale nato negli anni ’90 per promuovere la gestione sostenibile delle foreste.

In termini operativi, la certificazione si basa su tre elementi fondamentali:

  • Gestione forestale sostenibile: le foreste certificate devono rispettare piani di gestione che garantiscano rigenerazione, tutela della biodiversità e salvaguardia delle funzioni ecologiche, economiche e sociali.
  • Servizi ecosistemici certificati: vengono quantificati e verificati benefici ambientali come il sequestro del carbonio o la conservazione della biodiversità.
  • Catena di Custodia (CoC): assicura la tracciabilità del materiale legnoso lungo tutta la filiera, dalla foresta al prodotto finito.

Il meccanismo prevede verifiche periodiche da parte di organismi indipendenti. Per imprese e istituzioni, rappresenta uno strumento di garanzia sulla provenienza responsabile del legno; per il mercato, un indicatore riconosciuto di sostenibilità.

Crescono le superfici certificate

Nel 2025 le foreste certificate in Italia passano da 1.061.059 a 1.124.507 ettari, distribuiti in 17 regioni.

Il Nord Italia continua a concentrarne la parte più consistente. Il Trentino-Alto Adige si conferma territorio leader con oltre 597 mila ettari certificati, suddivisi tra le Province autonome di Bolzano e Trento.

Anche il Centro e il Sud mostrano un consolidamento:

  • Centro Italia: circa 108 mila certificati
  • Sud Italia: circa 14 mila ettari

L’ingresso della Puglia amplia ulteriormente la copertura geografica e contribuisce a rafforzare la presenza del sistema nel Sud del Paese. La diffusione territoriale è un elemento chiave perché rende più omogenea l’applicazione degli standard di gestione sostenibile su scala nazionale.

Servizi ecosistemici: un’evoluzione della certificazione forestale

Uno degli aspetti più strategici dell’andamento 2025 riguarda i servizi ecosistemici certificati.

I certificati fino ad oggi attivi sono 38, mentre le superfici coinvolte raggiungono 63.236 ettari, quasi il doppio rispetto all’anno precedente.

Prevalgono i certificati legati al carbonio (23), seguiti da turismo, benessere forestale e biodiversità. Nel 2025 si registrano:

  • 4 nuove certificazioni per il carbonio
  • 3 per il turismo
  • 1 per il benessere in foresta

Questo ambito rappresenta un’evoluzione significativa del concetto di certificazione. Non si tratta più soltanto di verificare la corretta gestione del legname, ma di misurare e valorizzare le funzioni ambientali della foresta: assorbimento di CO₂, protezione degli habitat, utilizzo ricreativo e benefici per la salute.

La foresta, dunque, non viene più considerata esclusivamente come fonte di materia prima, ma come ecosistema complesso, capace di generare valore ambientale, sociale ed economico.

Catena di Custodia: 1.735 aziende certificate

Parallelamente alla crescita delle superfici forestali, aumenta il numero di imprese certificate secondo lo schema di Catena di Custodia (CoC).

Nel 2025 le aziende certificate raggiungono quota 1.735, con 183 nuove adesioni (+11,5%), segnando la seconda migliore performance storica.

Un elemento rilevante è che il 52% delle nuove imprese entra nel sistema tramite certificazioni di gruppo, modalità che facilita l’accesso anche per realtà di dimensioni medio-piccole.

I comparti con le crescite più marcate sono:

  • Infissi (+28%)
  • Carta (+24,6%)
  • Imballaggi in legno (+23,8%)
  • Pallet (+23,1%)
  • Energia da biomassa (+85,7%, ora 13 aziende certificate)

La certificazione di Catena di Custodia garantisce la tracciabilità del materiale legnoso dalla foresta al prodotto finito, assicurando che il legno provenga da foreste gestite responsabilmente o da materiali riciclati.

In questo contesto, un ruolo rilevante continua a essere svolto dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli appalti pubblici, che richiedono sempre più spesso materiali certificati nelle opere edilizie e nei cantieri pubblici.

Distribuzione regionale delle imprese

Dal punto di vista territoriale, Veneto, Piemonte e Lombardia guidano il numero di nuove certificazioni di Catena di Custodia.

Al Centro, la Toscana mantiene il primato per numero complessivo di aziende certificate, mentre nel Sud si distingue la Sicilia con otto nuove adesioni nel 2025.

Un trend in consolidamento

I dati 2025 non rappresentano un episodio isolato, ma si inseriscono in un trend di crescita costante degli ultimi anni. L’aumento delle superfici certificate, l’espansione territoriale verso nuove regioni – tra cui la Puglia – e la crescita delle imprese certificate lungo la filiera indicano un consolidamento strutturale del sistema.

In un contesto in cui sostenibilità, tracciabilità e criteri ambientali stanno diventando requisiti sempre più centrali nelle politiche pubbliche e nelle scelte di mercato, la certificazione forestale assume un ruolo strategico.

Il raggiungimento di 1.124.507 di ettari certificati rappresenta quindi non solo un dato quantitativo, ma un indicatore della maturazione del sistema forestale italiano verso modelli di gestione verificabili, trasparenti e orientati alla responsabilità ambientale.

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