Da metà luglio Silvanet sarà operativo all’interno del Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase (in provincia di Lecce).
Il nuovo impianto comprende 22 sensori distribuiti tra il Bosco Biotopo di Tricase e il Parco delle Querce Vallonee, due aree di elevato valore naturalistico che entrano così a far parte della rete di monitoraggio dedicata al rilevamento ultra-precoce degli incendi boschivi.
Un parco che racchiude alcuni dei paesaggi più rappresentativi del Salento
Istituito nel 2006, il Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca è il più esteso parco regionale della provincia di Lecce.
Con oltre 3.000 ettari di superficie e più di 50 chilometri di costa, tutela un territorio che accompagna il tratto più orientale della penisola salentina, alternando falesie sul mare, pinete, oliveti terrazzati, boschi, pascoli e profonde incisioni naturali che caratterizzano questo tratto di costa adriatica.
È un paesaggio in cui biodiversità e patrimonio storico convivono in un equilibrio particolarmente delicato, rendendo fondamentale l’adozione di strumenti efficaci per la prevenzione dei rischi ambientali.
Il valore unico del Bosco di Tricase
Come anticipato, l’installazione interessa due delle aree più significative dell’intero parco: il Bosco Biotopo di Tricase e il Parco delle Querce Vallonee.
Secondo le informazioni dell’Ente Parco, il Bosco di Tricase ospita l’unico bosco italiano di Quercia Vallonea (Quercus ithaburensis subsp. macrolepis), una peculiarità che lo rende un riferimento di particolare interesse botanico nel panorama nazionale. La presenza di esemplari secolari ne accresce ulteriormente il pregio naturalistico e paesaggistico.
Il luogo è inoltre classificato come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), riconoscimento che ne evidenzia il ruolo nella tutela della biodiversità e degli habitat naturali.
La Quercia Vallonea, tra natura e storia
Diffusa soprattutto nel Mediterraneo orientale, la Quercia Vallonea è presente in Italia principalmente nel Salento. Il nome con cui è conosciuta richiama storicamente l’area di Valona, nei Balcani, mentre le caratteristiche cupole che rivestono le ghiande venivano un tempo impiegate per l’estrazione del tannino, sostanza utilizzata nella concia delle pelli.
Ancora oggi questa specie rappresenta uno degli elementi botanici più caratteristici del territorio di Tricase, dove si conservano alcuni esemplari monumentali che testimoniano il profondo legame tra questo albero e la storia del Salento.
Monitoraggio continuo a supporto della prevenzione
I sensori installati permetteranno un controllo all’interno delle aree monitorate, contribuendo a individuare tempestivamente eventuali segnali riconducibili all’insorgenza di un incendio.
Alimentati da pannelli fotovoltaici e progettati per operare in autonomia anche in aree prive di infrastrutture, i sensori monitorano diversi parametri ambientali, trasmettendo le informazioni raccolte alla piattaforma di gestione.
In ecosistemi caratterizzati dalla presenza di specie di particolare pregio naturalistico, intervenire nelle primissime fasi di un evento può fare la differenza per limitare gli impatti sull’ambiente e sulle attività di gestione del territorio.
Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Ente Parco, presieduto da Michele Tenore, conferma l’importanza della sinergia tra istituzioni e innovazione tecnologica nella tutela delle aree naturali protette.
Con questo intervento, Borevit amplia ulteriormente la presenza della tecnologia Silvanet nelle aree naturali del Sud Italia, supportando enti gestori e amministrazioni nell’adozione di strumenti sempre più orientati alla prevenzione degli incendi boschivi e alla salvaguardia del patrimonio ambientale.

