L’estate 2026 sta confermando uno scenario particolarmente impegnativo per gli incendi boschivi. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso da ISPRA, tra il 1° gennaio e il 28 luglio sono stati rilevati via satellite oltre 1.070 grandi incendi sul territorio nazionale, con circa 741 km² complessivamente percorsi dal fuoco.
Numeri che restituiscono una fotografia aggiornata dell’impatto degli incendi sugli ecosistemi italiani e che evidenziano, ancora una volta, quanto il monitoraggio ambientale rappresenti uno strumento fondamentale per comprendere l’evoluzione del fenomeno e orientare le attività di prevenzione e gestione del territorio.
Come vengono monitorati gli incendi boschivi
Dal 2021 ISPRA ha sviluppato un sistema di sorveglianza ambientale basato su dati di osservazione della Terra (Earth Observation), che vengono integrati anche con immagini satellitari e informazioni provenienti dall’European Forest Fire Information System (EFFIS).
L’obiettivo non è soltanto individuare le aree percorse dal fuoco, ma analizzare nel tempo gli effetti degli incendi sull’ambiente, stimarne l’estensione e seguire i processi di recupero della vegetazione.
Le elaborazioni riguardano esclusivamente gli incendi rilevabili tramite osservazione satellitare, generalmente superiori a un ettaro di superficie, consentendo di produrre analisi statistiche omogenee su scala nazionale, regionale e locale.
I dati aggiornati al 28 luglio
Secondo il monitoraggio ISPRA dunque:
- oltre 1.070 grandi incendi sono stati rilevati in Italia
- la superficie complessivamente interessata supera i 741 km²
- circa il 14% delle aree percorse dal fuoco riguarda ecosistemi forestali
- sono stati interessati 37 km² di leccete e macchia mediterranea e 24 km² di boschi di conifere.
Gli incendi hanno coinvolto inoltre vaste superfici agricole e prative, confermando come il fenomeno interessi aree differenti e produca effetti ben oltre il patrimonio forestale.
Sicilia, Calabria e Puglia tra le regioni più colpite
Anche quest’anno il Mezzogiorno concentra la parte più consistente delle superfici percorse dal fuoco.
Secondo ISPRA, Sicilia, Calabria e Puglia rappresentano complessivamente circa il 73% delle superfici bruciate rilevate a livello nazionale fino alla fine di luglio.
La sola Sicilia registra 510 km² interessati dagli incendi, mentre Calabria e Puglia seguono rispettivamente con circa 78 e 48 km².
Nel corso di luglio sono stati inoltre monitorati incendi significativi che hanno coinvolto aree protette di elevato valore naturalistico, tra cui il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Nazionale del Pollino.
Il valore del monitoraggio per la gestione del territorio
Le informazioni elaborate da ISPRA rappresentano uno strumento prezioso per comprendere l’impatto degli incendi sugli ecosistemi forestali e supportare le attività di pianificazione, tutela e ripristino ambientale.
Il monitoraggio satellitare consente infatti di analizzare gli effetti del fuoco su scala territoriale, individuare le superfici percorse dagli incendi e seguirne l’evoluzione nel tempo. La disponibilità di serie storiche omogenee permette inoltre di confrontare gli eventi tra anni diversi e di individuare le aree maggiormente esposte al rischio.
Prevenzione e conoscenza: due strumenti complementari
Accanto al lavoro di analisi, la prevenzione opera su un piano diverso ma complementare: ridurre la probabilità che un principio d’incendio si trasformi in un evento esteso, attraverso attività di sorveglianza del territorio, rilevamento precoce e interventi tempestivi.
Conoscenza del fenomeno e prevenzione non rappresentano quindi due approcci alternativi, ma parti di una stessa strategia, sempre più necessaria per proteggere il patrimonio ambientale e affrontare un rischio che continua a interessare ampie porzioni del territorio italiano.

